MANFRED EIDEL - UNA FOTOGRAFIA CHE VA OLTRE
Siamo nell’immediato dopoguerra, quando Manfred Eidel, fotografo tedesco nato al confine con la Francia, nelle immediate vicinanze di Strasburgo, inizia a fotografare i paesaggi e la vita della sua terra d’origine, la Germania, perlopiù lasciando intravedere ciò che va oltre la pura immagine.
La guerra era finita da poco e aveva procurato delle ferite incolmabili.
Le fotografie in mostra descrivono, con una chiara prospettiva storica, storie di vita quotidiana: donne intente a prendere un treno in stazione, la banda del paese, bambini che giocano in strada, un clochard, la preparazione di un matrimonio, uomini che scelgono di non appartenere ad un paese piuttosto che ad un altro e preferiscono definirsi “europei”, lavoratori in fabbrica.
Al contempo, Manfred Eidel, racconta una sfera più intima e privata della sua vita, legata ai paesaggi vuoti e silenti della sua terra, boschi circondati da alberi altissimi, una rosa che cresce forte oltre la neve superando ogni avversità, cattedrali industriali immerse nelle campagne silenziose, ferrovie deserte, elementi di vita raccolti nel silenzio di una casa.
Biografia: Manfred Eidel (Kehl-Strasburgo, 1936), è stato responsabile della riproduzione fotografica in bianco e nero della casa editrice tedesca Burda, nonché responsabile del centro di formazione per la stampa e la riproduzione fotografica della società Klimsch u. Co GMBH.
Ha iniziato a fotografare subito dopo la guerra con una AGFA ISOLETTE 6 × 6, ricevuta in regalo dal padre. In quegli anni si ispira alle immagini del fotografo tedesco Werner Bischof, appartenente al gruppo Magnum, che raccontano le città tedesche segnate dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
Manfred Eidel è un grande conoscitore dei processi analogici della fotografia, dei materiali e del loro uso sul campo. Ha stampato per anni in camera oscura ed è un esperto dei processi di stampa in bianco e nero, fine art e della riproduzione fotografica.
Francesca Masiero, curatrice della Mostra
TEATRO INDIA ED EX FABBRICA MIRA LANZA, UN PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA
a cura di Francesca Masiero
La mostra fotografica personale di Konstantinos Papaioannou racconta un progetto di riqualificazione urbana che mette in luce spazi ed edifici di archeologia industriale, che ad oggi conosciamo con il nome di Teatro India, nuova sede del Teatro di Roma, un luogo di aggregazione aperto ad attività culturali e ad eventi sociali.
Interessato a conservare il patrimonio di architettura industriale che il complesso ex Mira Lanza costituiva, nel 1999 il Comune di Roma si adoperò per acquistarne una parte, procedendo alla riqualificazione e inaugurando i nuovi spazi – situati sulle rive del fiume Tevere, all’interno del quartiere Garbatella – nel dicembre dello stesso anno.
Le fotografie – realizzate in bianco e nero e stampate in camera oscura – raccontano gli spazi all’aperto del Teatro India. Spazi riqualificati, vivi, che diventano animati, consentendo l'incontro con diverse arti visive: musica, danza, spettacolo, sculture, opere di street art e mostre d’arte. Mostrano inoltre l’esterno dell’edificio principale, caratterizzato da tetti spioventi e ricoperto di mattoni scuri e grandi finestre, che offre una frontalità scenica all’interno del piazzale.
Al contempo il fotografo mette in luce la parte restante di quelli che erano gli edifici e le strutture della ex fabbrica di saponi e solventi Mira Lanza: uno spazio chiuso, vuoto, ormai abbandonato alla fitta vegetazione e alla campagna incolta.
Un luogo dal fascino ormai decadente sostituito dal nuovo Teatro India, che invita lo spettatore a pensare ad un nuovo viaggio come metafora di vita e conoscenza.
Francesca Masiero, curatrice della mostra
Konstantinos Papaioannou - breve biografia:
Giornalista della Stampa Estera in Italia e fotografo professionista fino al 2011. Ha collaborato con l’Istituto Archeologico Germanico a Roma nell’ambito dell’archivio fotografico storico, fornendo consulenza al reparto della fototeca. Gestisce una Camera Oscura professionale attrezzata con strumenti di alta precisione, in cui esegue servizi di stampe fine art.
Organizza corsi di fotografia in bianco e nero, workshop su materiali di stampa e sviluppo anche a supporto di strutture didattiche, tra cui nel passato, per l’Istituto Superiore di Fotografia (ISFCI).
Attualmente lavora per un progetto di documentazione architettonica delle strutture urbanistiche di alcune periferie di Roma e degli insediamenti ancora presenti di archeologia industriale della città.
Francesca Masiero:
Storica dell’arte, curatrice e fotografa.
Ha collaborato con il Direttivo del Mese della Fotografia, lavorato come Gallery Assistant, collaborato con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coordinato corsi e workshop di fotografia. Cura mostre personali e collettive, tra cui One Night Show – Ventresca Fresca presso il DeRiva Aniene di Roma, Il giardino segreto di Cristina Eidel per Open House 2019, Ti sento! Non essere sordo alle emozioni presso la TAG - Tevere Art Gallery di Roma, Una fotografia che va oltre di Manfred Eidel. I valori della collaborazione e della condivisione sono il mezzo e il fine di ogni suo progetto: con un linguaggio artistico vicino a tutti vorrebbe creare uno spazio di dialogo e confronto in cui ognuno possa sentirsi più arricchito.
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