La mostra, curata da Lisa Calabrese e Simona Guerra, comprende più di 80 opere del noto maestro fermano - molte delle quali inedite – ricostruendo i percorsi di ricerca che hanno portato Guidi ad esiti arditi quanto ancora inesplorati.
“Siamo entusiaste di questo percorso virtuale” affermano le curatrici – che vuole essere un invito alla mostra reale, finalmente riaperta al pubblico dal 16 febbraio, in cui grazie al lavoro di Mancini e alla tecnologia digitale sarà possibile assaporare l’esperienza visiva che Eriberto Guidi ci offre con le sue opere, poi visibili in mostra” .
Riguardo la multimedialità, Jonathan Mancini spiega: “la multimedialità non può e non deve rappresentare una alternativa alla visione dell'opera originale, è lo strumento che stimola la crescita di domanda culturale. E' il contatto con l'opera che poi dovrà trasmettere le sensazioni e le emozioni che un'opera d'arte deve veicolare all'osservatore”.
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