“Riflessi dell’anima” è una raccolta di poesie pubblicata nel 2015. La prima edizione digitale risale al 2018.
Gina Scanzani è nata a Fiano Romano (RM) nel 1966, dove tutt’ora risiede. Amante da sempre della scrittura, blogger per passione, ha visto molti suoi racconti inseriti in antologie letterarie. Nel 2013 pubblica il suo primo libro, Eccomi ci sono ancora (Youcanprint), un diario che narra la battaglia di una paziente affetta da sclerosi tuberosa alle prese con il suo terzo tumore. Seguono Il volo delle parole (Youcanprint, 2014), Riflessi dell’anima, Evoluzioni (entrambi Lampi di stampa, 2015) e La soffitta dei ricordi (Augh!, 2016), Mimì nella Grotta oscura, una favola per adulti, (Edizioni Erickson 2018). Gina Scanzani sostiene e supporta la ricerca per le malattie rare.
Riflessioni di un riflesso
Mi è capitato molte volte di alzare lo sguardo al cielo e immedesimarmi in un uccello o una nuvola, e per far si che l’immedesimazione fosse più concreta ho fotografato nuvole e uccelli. Questo senso di libertà mi ha avvicinata a qualcosa di molto intimo e soggettivo. Certamente volubile, ma reale. La riflessione maturata poi mi ha portata verso considerazioni ben più ampie, tanto da chiedermi: come usiamo i nostri sensi, e quale uso se ne fa? Perché questa domanda? Perché c’è molto da considerare se riuscissimo a vedere in fondo alle cose che ci circondano! Nel mio mondo introverso immedesimo spesso lo sguardo e non solo la vista in ciò che osservo, poiché tutti vedono ma pochi osservano! Questa sottile differenza ha fatto nascere la consapevolezza che l’arte, la poesia è innata, e sta semplicemente a noi stessi aprirla al mondo e farla conoscere. Casualmente, ho scoperto mentre camminavo che la semplice osservazione di un tramonto, di una nuvola erano in grado di far nascere in me sentimenti mai provati. Le immagini che si affacciavano ai miei occhi erano in grado di esplorare la mia anima proprio come uno scatto fotografico. È importante poter acquisire immagini che restino per sempre nella memoria! È stato affascinante come l’immagine rimasta dentro di me fosse in grado di trasformarsi nella più grande delle arti, la poesia, semplicemente grazie all’osservazione e dopo aver fatto propria quella vista. Tutto ciò che gli occhi riflettono la mente elabora, perché in fondo la vita è armonia del vivere e la poesia si ritrova nella realtà e in ogni scatto o insieme della propria esistenza. Riflessi dell’Anima nasce dal semplice osservare paesaggi, dalla consapevolezza che un’emozione, o una fotografia di passaggio sono elementi atti a far nascere poesia. Il ruolo principale è gestito dalle emozioni e dalla sensibilità di una persona in grado di recepire e saper osservare, cose che fanno la differenza quando si riesce ad ascoltare senza essere preda di distrazioni. Questo raramente accade, in quanto si è nella totalità dei casi poco attenti al particolare. Per osservare approfonditamente ciò che succede bisogna essere attenti, in questo modo si viene in contatto con ciò che si vede e differisce con quanto ci circonda. Mi sento di asserire che il panorama che rapisce l’occhio è di gran lunga più intenso e completo di ogni macchina, solo che abbiamo necessità di ricordarlo quando visioniamo uno scatto, o recitiamo una poesia ispirata a un’immagine. In questo modo, anche la poesia che ne deriva assume una veste personificata e soggettiva, che non permette a tutti di vedere e osservare la beltà che c’è nella realtà.
Scrivere, poetare o scattare foto, sono arti che ruotano attorno ad un insieme chiamato armonia dei sensi, della quale raramente comprendiamo la vera essenza.
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