BI PERSONALE
ANAGRAMMI
Petites Pièces Cristina Eidel
Prospettive Perifieriche Kostas Papioannou
a cura di Oriana Picciolini
marzo 2019
Ogni fotografia è unica e assoluta e al tempo stesso parte di un’insieme, che scompone e ricompone con un nuovo significato. Il progetto fotografico “Anagrammi”, presentata al Mese della Fotografia, nasce dalla pluriennale amicizia e collaborazione artistica dei fotografi Cristina Eidel e Kostas Papaioannou.
I loro lavori invitano, ognuno con il proprio linguaggio espressivo, a riflettere sulla permutazione che la fotografia suggerisce attraverso la propria raffigurazione del tempo e dello spazio.
La bipersonale sarà ospitata dal 23 marzo presso il Re Testa, hotel fronte Macro Testaccio, trasformato da mero luogo di passaggio in spazio di incontro culturale e sociale. In questo spirito per tutta la durata della mostra sarà presente Café Galeotto, per fare conoscere un prodotto solidale lavorato e confezionato artigianalmente nella torrefazione situata all’interno dell’Istituto Penitenziario di Rebibbia da ragazzi detenuti, che hanno avuto la possibilità di essere formati per occuparsi in un progetto di re-inclusione sociale.
“Prospettive periferiche” di Kostas Papaioannou
Gli scatti, realizzati in pellicola bianco e nero e stampati in camera oscura, raccontano frammenti della periferia urbana, provando a sospendere il giudizio di un’immagine costruita a priorio di una visione distratta. Sospesi tra la loro immutabilità e lo scorrere di una realtà urbana fluida ed instabile, mostrano come la definizione di periferia sia innanzitutto una questione percettiva.
“Prospettive periferiche” è parte di una più ampia ricerca attraverso la quale il fotografo greco dialoga da anni con spazi definiti “emarginati” o “secondari”. Il suo è un invito a riflettere le millesfaccettature della realtà urbana, ad appropriarsi intimamente dei luoghi e in qualche modo di ritrovarcisi, per riscoprireuno spirito creativo nell’approccio all’urbano. Laperiferia da luogo fisico si trasforma in spazio concettuale, divenendo specchio della condizione umana e della sua fragilità.
“Petites Pièces” di Cristina Eidel
La serie di fotografie “Petites Pièces” , realizzate da Cristina Eidel con pellicola e stampate in camera oscura da Kostas Papaioannou è tratta da un ciclo di ricerca sulla “Natura Morta”, più precisamente still leven, natura immobile. Le immagini concepite sia come frammenti singoli ma unici, sia come piccole serie con una propria evoluzione narrativa riflettono criticamente il tempo proprio alla fotografia e il paradosso della sua discontinuità.Attingendo all’idea, che la fotografia sia un “ready made”, banali oggetti di uso comune sono composti in piccole scene teatrali, cambiando con il punto di vista l’uso e il significato di quanto rappresentato. Da semplici cose essi, si intendono trasformati in metafore, quadretti allegorici di vizi, follie, ansie, paure e speranze della vita umana. Questo gioco scherzoso sul linguaggio fotografico, rivela, ciò che forse dovrebbe essere un fatto acquisito ovvero, che il senso di un’immagine, nasce nel limbo dell’interpretazione, come per tutte le forme di espressione, a maggior ragione se artistiche. Ironizzando sulla certezza del fatto accaduto, il virtuale palcoscenico trasformato in microcosmo della vita, invita il fotografo e l’osservatore a vivere il paradosso e l’incertezza come valore aggiunto della creatività.
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